L'importanza delle certificazioni energetiche

Nuovo APE scala energetica
Come garantire che un PROGETTO in Classe A sia realmente un EDIFICIO in Classe A?

A partire dal 2020, in base alla Direttiva 31 del 2010 tutti gli edifici di nuova costruzione dovranno essere a energia quasi zero.

La “scommessa” che deve accettare il progettista edile, al momento della redazione dell’attestato di certificazione energetica è: “Come garantire che un PROGETTO in Classe A sia realmente un EDIFICIO in Classe A?”. Solo una volta che il cantiere sarà ultimato e il committente avrà iniziato a vivere all’interno dell’involucro sarà possibile verificare se la previsione di consumo energetico indicato nell’Attestato di Prestazione Energetica (APE) è stata raggiunta.

Wienerberger ha da sempre impostato il suo lavoro di ricerca e sviluppo verso soluzioni semplici da montare ed efficienti sia a livello meccanico che energetico, concretizzando con largo anticipo gli obiettivi e le richieste della nuova direttiva europea. Per questo motivo Wienerberger ha intrapreso una campagna di prove in cantiere su edifici realizzati con le soluzioni rettificate in laterizio Porotherm BIO PLAN, utilizzando termocamere e termoflussimetri per verificare in opera i valori di trasmittanza dichiarati.

«Le prove termoflussimetriche – spiega l'Ing. Gianluca Loffredo di ArchLiving, studio di progettazione strutturale e esperto in certificazioni energetiche – servono a determinare la trasmittanza termica in opera delle strutture opache verticali e i parametri che vengono misurati sono la temperatura superficiale interna ed esterna, il flusso di calore. La prova di Castel Bolognese ha prodotto ottimi risultati e infatti il valore misurato è in linea con le aspettative teoriche. Le soluzioni Wienerberger sono ideali per creare una parete monolitica dal punto di vista termico».

Edificio in cemento armato con tamponamento in laterizio

L’importanza nella cura dei dettagli costruttivi
 
L’edificio residenziale analizzato, sito a Castel Bolognese (Ravenna) è stato realizzato utilizzando il laterizio rettificato Porotherm BIO PLAN 38T che, da un lato, garantisce una trasmittanza U=0,27 W/m²K e, dall’altra, per contrastare il rischio di surriscaldamento estivo, offre una massa superficiale di 312 kg/m², in grado di garantire uno sfasamento dell’onda termica pari di circa 24 ore, più del doppio di quanto prescritto dalla normativa.

Obiettivo della prova in cantiere è stato quello di verificare che la parete fosse perfettamente omogenea, priva di ponti termici e che fosse verificata sul campo la trasmittanza termica dichiarata da Wienerberger.

La trasmittanza, come certifica lo studio di progettazione ArchiLiving, è stata misurata pari a 0,276 W/m²K, utilizzando un semplice intonaco premiscelato a base calce. 

Importanza cruciale per garantire un successo prestazionale è stata l’omogeneità tra la parete rettificata e il telaio in C.A. Per scongiurare ponti termici e migliorare le prestazioni energetiche, è stato inoltre fondamentale l'impiego dei pannelli isolanti che abbracciano la struttura in cemento. La termocamera, non evidenzia alcuna difformità termica tra la parete in Porotherm BIO PLAN e la struttura in C.A., decretando il successo energetico di questo involucro.
 

Edificio in muratura portante

Il risparmio energetico nell’epicentro del terremoto emiliano

 
Ubicato a Finale Emilia, Modena, a circa 10 km dai due principali eventi sismici emiliani dello scorso maggio 2012, questo edificio residenziale unifamiliare è stato realizzato con la soluzione in muratura portante rettificata POROTHERM BIO PLAN 45.

 

In questo caso, oltre alla verifica in situ delle prestazioni energetiche, si è potuto verificare la perfetta tenuta anche a livello strutturale, resistendo allo sciame sismico senza neppure una scalfitura nell’intonaco. Dal punto di vista termico su questa parete, accoppiata esternamente ad un intonaco tipo Bio Calce, è stata rilevata una trasmittanza U= 0,31 W/m²K, al di sotto di quanto richiesto in zona climatica E ed assolutamente in linea con quanto garantito dai certificati Wienerberger. Anche in questo caso lo sfasamento dell’onda termica supera abbondantemente le 24 ore, con uno straordinario comfort anche durante i picchi di calore estivi garantito dai 409 Kg/m² di massa superficiale.

Per approfondimenti sulla case history di Finale Emilia clicca qui.

Conclusioni


I due certificati di seguito allegati dimostrano quindi l’assoluta corrispondenza tra le certificazioni “teoriche” di laboratorio e l’effettiva realtà di cantiere. Le soluzioni rettificate Wienerberger riescono a garantire questo successo per due semplici motivi: il laterizio è un materiale naturale, durevole e chimicamente inerte, le cui prestazioni si mantengono inalterate nel tempo. Il sistema rettificato consente una posa precisa al millimetro, garantendo involucri perfettamente omogenei: sia in laboratorio che in cantiere i giunti orizzontali saranno di appena 1 mm, mentre la tenuta verticale sarà garantita dalla maschiatura degli incastri.
 

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