Normativa degli edifici a basso consumo energetico

Progettisti a lavoro sulla normativa del risparmio energetico
Finalità dei provvedimenti e progettazione per realizzare Edifici ad Energia quasi Zero

Edifici a basso consumo energetico

La Direttiva Europea 2002/91/CE, detta EPBD (Energy Performance of Building Directive), è stata emanata con l’obiettivo di migliorare le prestazioni energetiche del settore civile, da anni causa dei maggiori consumi negli usi finali di energia e delle maggiori emissioni di gas climalteranti a livello europeo e nazionale. Essa è stata recepita in Italia con il decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192 (D.Lgs. 192/2005) che ha introdotto i requisiti energetici minimi per le nuove costruzioni e quelle sottoposte a ristrutturazioni.
 

Verso Edifici ad Energia quasi Zero

La direttiva 2010/31/UE, anche nota come “EPBD recast” o direttiva “20-20-20”, aggiorna i principi relativi al miglioramento della prestazione energetica degli edifici. Essa ha introdotto un meccanismo di analisi comparativa con il proposito di determinare livelli ottimali di costo da utilizzare come metro per la formulazione di prescrizioni energetiche in ambito edilizio e impone infatti, agli Stati membri, che i requisiti minimi di prestazione energetica degli edifici o delle unità immobiliari siano definiti in un’ottica di raggiungimento dei livelli ottimali del rapporto tra costo e beneficio.
Le novità introdotte nel quadro normativo da tale direttiva, sono state apportate al D. Lgs. 192/2005 per mezzo del decreto legge 4 giugno 2013, n. 63, convertito con la legge 3 agosto 2013, n. 90 (L. 90/2013).
 
 
Per quanto concerne il miglioramento della prestazione energetica degli edifici nuovi, il DM 26/06/2015 è articolato in due fasi. La prima fase è entrata in vigore dal 1 ottobre 2015 introducendo dei nuovi e più sfidanti requisiti minimi. La seconda fase entrerà in vigore il 1 gennaio 2019 per gli edifici pubblici e il 1 gennaio 2021 per tutti gli altri edifici e comporterà un ulteriore miglioramento dei requisiti minimi per gli edifici di nuova costruzione, che saranno così definiti “a energia quasi zero”. I nuovi edifici a energia quasi zero arriveranno a consumare meno della metà di quelli attuali, rimanendo sostenibili in termini di costi di investimento e coprendo una buona parte dei fabbisogni per mezzo dell’utilizzo delle fonti rinnovabili.

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